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La cittadella di Civita di Bagnoregio è situata sulla vetta di un notevole colle e offre di sé uno spettacolo incomparabile a chi la osserva dai punti panoramici di Bagnoregio. Lo scrittore Bonaventura Tecchi l'aveva denominata la "Città che muore" e questo è in parte vero. Civita di Bagnoregio sorge infatti su un terreno molto precario, situata su una platea tufacea, rischia il crollo perché i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Ne sono testimonianza i maestosi "calanchi", in parte ricoperti da una povera vegetazione, che si estendono per chilometri e che al tramonto danno all'intero paesaggio un aspetto lunare. Il meraviglioso borgo di Civita di Bagnoregio, la cosidetta Civita che muore è un piccolissimo centro dove il tempo sembra essersi fermato e dove si può giungere soltanto a piedi, percorrendo un ponte in cemento armato realizzato a vantaggio dei pochi cittadini rimasti e dei turisti che la visitano da tutto il mondo.

Bomarzo, borgo del Lazio alle falde del Monte Cimino, possiede un'opera unica al mondo, la Villa delle Meraviglie, chiamata anche Sacro Bosco, spesso definito Parco dei Mostri.
Venne progettato dal principe Vicino Orsini e dal grande architetto Pirro Ligorio nel 1552. lI parco, pur inserendosi a pieno titolo nell'erudita cultura architettonico-naturalista del secondo Cinquecento, costituisce un unicum. I raffinati giardini all'italiana sono realizzati su criteri di razionalità geometrica e prospettica. con ornamenti quali le ampie terrazze, le fontane con giochi d'acqua e le sculture manieriste. Al contrario, il colto principe di Bomarzo si dedicò alla realizzazione di un eccentrico "boschetto" facendo scolpire nei massi di peperino, affioranti dal terreno, enigmatiche figure di mostri, draghi, soggetti mitologici e animali esotici, che altenò a una casetta pendente, un tempietto funerario, fontane, sedili e obelischi su cui fece incidere motti e iscrizioni.

Situata circa a 30 Km a Nord-Ovest da Viterbo Bolsena è un centro agricolo e peschereccio. La cittadina ha un impianto medievale che insiste sul lato orientale del grande lago, proprio alle pendici dei monti Volsini. Antica città etrusca (Velsna), una delle più importanti e ricche della confederazione politico-sociale dell'Etruria, fu conquistata dai romani nel 280 a.C. Dopo un'insurrezione, peraltro subito domata ( 264 a.C.), gli abitanti furono obbligati a costruire un'altra città alla quale diedero il nome di Volsinii. Eretta a sede vescovile attorno al V secolo, subì le invasioni barbariche divenendo dominio dei Longobardi. Divenne prima patrimonio della chiesa per donazione di Carlo Magno nel 774, poi fu lungamente contesa tra Orvietani e Santa Sede a cavallo tra il XII ed il XIV secolo. Presa e saccheggiata da Gregorio XI nel 1377, venne concessa da Martino V ai Monaldeschi della Cervara per poi passare, alla metà del XV secolo, definitivamente alla Chiesa. ulle colline dietro il centro moderno, gli scavi hanno rimesso in luce i resti della città etrusca con mura del IV secolo a.C. ed un piccolo tempio. Della città romana, che occupava la parte bassa dell'abitato etrusco, restano l'anfiteatro, le terme, i ponti e alcune strade. Di particolare rilievo intorno a Bolsena, le necropoli, che si estendono in un' ampia zona, con tombe che risalgono fino al VII secolo a.C. In località La Civiltà (poco lontano dal centro della città), fu poi rinvenuto un secondo centro Etrusco di significante rilievo.

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